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Elisabetta G. Rizzioli : Archimede
Copertina: Cammeo con ritratto di Archimede sec. XVI, intaglio in pasta vitrea (mm 22x17), Napoli, Museo Archeologico Nazionale, Collezione Farnese (inv. 27375)

Elisabetta G. Rizzioli

Archimede

Immagini, iconografie e metafore dello scienziato siracusano dal Cinquecento all’Ottocento

Filosofia e scienza fra valori simbolici e paradigmatici

 

edizioniosiride

ISBN: 978-88-7498-191-5

In copertina

Cammeo con ritratto di Archimede

sec. XVI, intaglio in pasta vitrea (mm 22×17), Napoli,

Museo Archeologico Nazionale, Collezione Farnese (inv. 27375)

€ 30,00

 

 

L’occasione al presente lavoro deriva dallo studio di una tela avente

per soggetto Archimede di Siracusa e di due disegni ad essa collegati,

compiuto nell’ambito della monografia su Domenico Udine Nani

(1784-1850) pubblicata negli anni scorsi. Questo Archimede. Immagini,

iconografie e metafore dello scienziato siracusano dal Cinquecento all’Ottocento.

Filosofia e scienza fra valori simbolici e paradigmatici propone

un circoscritto itinerario che antologizza l’iconografia del personaggio

attraverso una significativa sequenza di opere europee lungo un arco

temporale in cui per varie prerogative è oggetto di molta attenzione.

Il volume intende delineare, fra mito e storia, l’identità dipinta di Archimede,

definita principalmente attraverso la rappresentazione tematica

della sua uccisione ma anche attraverso diversificate predilezioni per

modelli agiografici (San Girolamo), filosofici (sovente è accoppiato ai

più noti episodi della storia di Diogene o a Pitagora) e popolari, con

appunti ed inclinazioni verso temi e oggetti connessi alla scienza – fra

astronomia, matematica e astrologia –, al neostoicismo cristiano con

«emblemi morali in forma di pittura» ed una serie di mezze figure

– ritratti dai lineamenti marcati e individualizzati o composizioni eseguite

senza modelli – che documentano l’incidenza che il tema della

vanitas riveste anche in relazione alle presunte radici filosofiche congiunte

al simbolismo del tempo – fra ludicrum moralizzato e riflessione

metafisica – e danno parimenti conto di un vero e proprio genere in

voga nel Seicento.

Altre rappresentazioni rinviano all’impegno etico-politico che interessa

lo stoicismo neoclassico della seconda metà del Settecento e,

successivamente, quello romantico, nonché alla storia e alla genesi

successiva del mito del grande predecessore siracusano della rivoluzione

scientifico-tecnologica.

 

 

L’occasione al presente lavoro deriva dallo studio di una tela avente

per soggetto Archimede di Siracusa e di due disegni ad essa collegati,

compiuto nell’ambito della monografia su Domenico Udine Nani

(1784-1850) pubblicata negli anni scorsi. Questo Archimede. Immagini,

iconografie e metafore dello scienziato siracusano dal Cinquecento all’Ottocento.

Filosofia e scienza fra valori simbolici e paradigmatici propone

un circoscritto itinerario che antologizza l’iconografia del personaggio

attraverso una significativa sequenza di opere europee lungo un arco

temporale in cui per varie prerogative è oggetto di molta attenzione.

Il volume intende delineare, fra mito e storia, l’identità dipinta di Archimede,

definita principalmente attraverso la rappresentazione tematica

della sua uccisione ma anche attraverso diversificate predilezioni per

modelli agiografici (San Girolamo), filosofici (sovente è accoppiato ai

più noti episodi della storia di Diogene o a Pitagora) e popolari, con

appunti ed inclinazioni verso temi e oggetti connessi alla scienza – fra

astronomia, matematica e astrologia –, al neostoicismo cristiano con

«emblemi morali in forma di pittura» ed una serie di mezze figure

– ritratti dai lineamenti marcati e individualizzati o composizioni eseguite

senza modelli – che documentano l’incidenza che il tema della

vanitas riveste anche in relazione alle presunte radici filosofiche congiunte

al simbolismo del tempo – fra ludicrum moralizzato e riflessione

metafisica – e danno parimenti conto di un vero e proprio genere in

voga nel Seicento.

Altre rappresentazioni rinviano all’impegno etico-politico che interessa

lo stoicismo neoclassico della seconda metà del Settecento e,

successivamente, quello romantico, nonché alla storia e alla genesi

successiva del mito del grande predecessore siracusano della rivoluzione

scientifico-tecnologica.

 

Elisabetta G. Rizzioli (Rovereto 1968), dottore di ricerca all’Università

di Pisa, docente e giornalista pubblicista, socia dell’Accademia

Roveretana degli Agiati, è storica dell’arte specialista del Settecento

e dell’Ottocento, autrice in particolare delle monografie Domenico

Udine Nani 1784-1850, Rovereto 2003 – con il successivo ampliamento

Domenico Udine Nani 1784-1850. Aggiunte al catalogo delle opere,

Rovereto 2004 – e Antonio Rosmini Serbati conoscitore d’arte, Padova

2008, e di numerosi saggi e contributi di settore in riviste specializzate,

miscellanee e cataloghi.

 


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