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Elisabetta G. Rizzioli : L'officina di Leopoldo Cicognara
Copertina: [Giovanni Tognoli], Genio funebre (particolare del Monumento funebre di Cle¬mente XIII), entro l’8 febbraio 1817, disegno a contorno a grafite su carta avorio (mm 205 x 140), Vat. lat. 13748, 581, f. 90 r.

Elisabetta G. Rizzioli : L’officina di Leopoldo Cicognara

La creazione delle immagini per la Storia della Scultura

Rovereto : Osiride, 2016

 

1001 p. : ill. ; 31 cm.

[ISBN] 978-88-7498-255-4

Soggetti: Cicognara, Leopoldo <1767-1834> . Storia della Scultura – Manoscritti [:] Vat. lat. 13748 <manoscritto ; Biblioteca apostolica vaticana> . Nuovo soggettario

Classificazione Dewey: 730.92 (23.) SCULTURA E ARTI AFFINI. Biografia

€ 90,00

 

La pubblicazione, derivata dalla rielaborazione ampliata della tesi per il dottorato di ricerca all’Università di Pisa (ciclo XXIII, a. a. 2011-2012), esito di anni di studio approfondito, si concentra sulla produzione della Storia della Scultura di Leopoldo Cicognara rapportata ai disegni e alle stampe di traduzione, con l’obiettivo primario di individuare l’idea di fon­do ovvero le forme del sapere su cui si basano le condizioni percettive e intuitive che hanno portato alla realizzazione dell’opera.

Il binomio officina e immagini evocato dal titolo del volume, sul quale si fonda la struttura concettuale dell’intera ricerca, rinvia all’idea che la visua­lizzazione dell’opera creata dai disegnatori, poi tradotta per pubblicizzarne l’efficacia didattica, attivi un efficace dialogo tra una componente propria­mente narrativa − il testo − e una puramente visiva − la forma −, risolvendo il contrasto fra una percezione che si concentra maggiormente sul chi e sul che cosa di un’opera d’arte ed un’altra che invece preferisce soffermarsi sul come. La «Collezione di tutti / i disegni originali che hanno servito / per intagliare le tavole della / Storia della Scultura / di Leopoldo Cico = / gnara» (ovvero il Vat. lat. 13748), che consta di 686 disegni, rappresenta già au­tonomamente, nella sua complessità di raffronti comparativi e sineddotici, il corredo figurativo della Storia della Scultura stampata a Venezia dalla tipografia di Giuseppe Picotti fra il 1813 e il 1818 in tre volumi; la seconda edizione, riveduta ed ampliata dall’autore, esce presso i Fratelli Giachetti di Prato in sette volumi fra il 1823 e il 1824, più un ottavo del 1823 conte­nente solo le tavole (il quinto è pubblicato nel 1824 e nel 1825).

Nell’ambito degli studi sull’enciclopedismo e sulla storiografia artistica fra Settecento e Ottocento, nella pur generale attenta e fruttuosa rilettura critica della figura e dell’opera di Cicognara, non si è dedicata particolare attenzione a quel campo privilegiato di indagine costituito dal Vat. lat. 13748, che raccoglie i disegni in gran parte occorsi alla traduzione, in prima ed in seconda edizione, delle tavole di corredo alla Storia come indi­cato attraverso le relative concordanze (Appendici I e III, rispettivamente attinenti al capitolo I. Penne e matite in viaggio e al capitolo II. La funzione delle immagini nella Storia della Scultura; le Appendici II e IV riguarda­no invece disegnatori − un paio anche incisori della Storia − del Vat. lat. 13748, e disegnatori e incisori delle Tavole), corpus grafico composito al quale il Ferrarese ha dedicato attenzione, passione e risorse finanziarie non trascurabili.

 

Da tempo affascinata dalla cultura primoottocentesca per precedenti studi, mi sono accinta al compito di individuare e ricostruire, attraverso l’indagi­ne sulla modalità di creazione delle immagini per la Storia, anche i profili dei vari operatori (almeno 64), nonché alcune significative sfaccettature della singolare personalità che ha concepito l’opera, sovrintendendone e coordinandone l’officina in senso intellettuale e pratico, non senza talora avvalersi della consulenza richiesta ad alcuno di loro.”

 

L’autrice

Elisabetta G. Rizzioli, Ph. D. Art History all’Università di Pisa, socia dell’Accademia Roveretana degli Agiati, svolge attività di ricerca occupandosi di questioni figurative neoclassico-romantiche e di arte italiana fra Quattrocento e Ottocento; è autrice in particolare delle monografie Domenico Udine Nani 1784-1850, Rovereto 2003 − con il successivo ampliamento Domenico Udine Nani 1784-1850. Aggiunte al catalogo delle opere, Rovereto 2004 −, Antonio Ro­smini Serbati conoscitore d’arte, Padova 2008, e Archimede. Immagini, ico­nografie e metafore dello scienziato siracusano dal Cinquecento all’Ottocento. Filosofia e scienza fra valori simbolici e paradigmatici, Rovereto 2013, oltre che di numerosi saggi in riviste e cataloghi.

 


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