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EVENTI INTERNAZIONALI D'ARTE
Salon Suisse
Salon Suisse
Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810
Venezia
Italia
tel: +41 44 267 71 36
fax:
mmauris@prohelvetia.ch
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La Biennale di Venezia | «Salon Suisse»: ATARAXIA
Koyo Kouoh, portrait 2017. © Antoine Tempé.

La Biennale di Venezia

«Salon Suisse»: ATARAXIA

Evento Collaterale della 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

ATARAXIA: La parola atarassia è equivoca, sebbene mai neutra. Dal greco a – «non» e
tarássein «turbare», la parola spinta al suo parossismo sprofonda nell’apatia.

Salonnière: Koyo Kouoh
Co-Salonniers: Samuel Leuenberger (curatore indipendente), Lívia Páldi (curatrice),
Rasha Salti (curatrice, scrittrice e ricercatrice) e farid rakun (ricercatore e artista)
Luogo: Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810, fermata vaporetto: Zattere

 

Il «Salon Suisse» presenta ATARAXIA, il programma di dibattiti ed eventi che avrà luogo
parallelamente all’esposizione allestita nel Padiglione svizzero per la 57. Esposizione
Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Organizzato dalla Fondazione svizzera per
la cultura Pro Helvetia in collaborazione con il centro RAW Material Company di Dakar,
questo programma collaterale offre una piattaforma di scambio e di riflessione sull’arte
in un’atmosfera stimolante. Dopo l’evento inaugurale, il programma proseguirà durante
tre weekend prolungati.

Diretto dalla curatrice Koyo Kouoh, ATARAXIA si propone di comprendere il ruolo paradossale
occupato dalla Svizzera nell’attuale panorama economico, politico, scientifico e culturale
del Vecchio Continente e oltre, nonché di riflettere sulle «narrazioni» post/coloniali.
Quale importante motore e centro geografico dell’Europa, ai margini però dell’Unione europea,
la posizione della Svizzera riflette i paradossi europei e le dissonanze degli odierni
standard politici.

Koyo Kouoh al riguardo afferma: «Mentre gli attuali governi occidentali fanno di tutto per
esercitare pressioni sulle attività sociali e culturali per favorirne la remissività, dobbiamo
ascoltare i nostri vicini e chi ci sta attorno. Dobbiamo promuovere una politica votata
all’empatia per costruire ponti in grado di superare gli steccati politici, culturali e sociali
che ci dividono. Il programma intende esplorare le possibilità per tramutare i sentimenti
di disincanto in forme produttive e coraggiose di riflessione, esperienza e reazione.»
Ispirandosi all’approccio analitico di «Mythologies» (1957), raccolta di saggi di Roland
Barthes, ATARAXIA affronta il tema della mitizzazione della «Svizzera come paese senza
problemi» e della discrepanza tra la rappresentazione e la realtà di questo costrutto. La
Svizzera, nazione con la presunta massima concentrazione di capitale culturale al mondo,
ma che in larga misura evita di confrontarsi con il suo passato (coloniale), incontra crescenti
resistenze politiche e morali nei confronti del suo ordinamento istituzionale. L’immagine
veicolata dai media quale potenza sovrana, che vanta un’eccellente qualità di vita e un’economia «verde», stride con quella, probabilmente più vera, di paese che deve fare i
conti con la vicinanza all’Europa e, di conseguenza, alle sue ex colonie.
Venezia offre una contestualizzazione ulteriore ad ATARAXIA. Con una media di circa
3’000 visitatori al giorno, la città lagunare durante la Biennale attira una ridda di capitali e
collezionisti, ospitando nel contempo una popolazione calante di circa 55’000 abitanti. Una
città combattuta tra ecologia ed economia, una città quindi dalla doppia immagine. Trasponendo
la Svizzera a Venezia, il «Salon Suisse» suscita l’interrogativo seguente: come
agiamo in qualità di parte di un tutto più grande (tenendo a mente che il «tutto» può essere
la Biennale così come l’Europa)?

L’assunto di Koyo Kouoh, come pure la premessa di ATARAXIA, è che il modo in cui la
Svizzera e le istituzioni culturali elvetiche riflettono sulla propria complessa eredità e collocazione
è la chiave per progredire in modo responsabile:
«Smontare tali «mitologie» significa opporsi ai paradigmi dominanti e misurarsi con il
loro linguaggio corrente. A rischio di apparire utopici, occorrono nuove relazioni e risonanze
per capire che «essi» o «loro» trasmettono un senso di esclusione. Solo così possiamo
promuovere un linguaggio polifonico che rifletta al tempo stesso i punti in comune e
le differenze. Un linguaggio che si proietti oltre lo schermo dell’attivismo virale per scuoterci
e indurci a essere solidali.»

«Siamo pronti a riempirci la bocca di parole quali compassione o empatia per confermare
il nostro impegno politico e sociale, ma troppo spesso esse fanno da schermo ai nostri
sentimenti reali. Nella consapevolezza che la cosiddetta «neutralità» è un pretesto per
l’apatia politica e sociale, ATARAXIA intende scuoterci e risvegliare le energie sopite nei
nostri corpi. ATARAXIA è un appello a mobilitarsi e organizzarsi attorno a una politica improntata
ai riguardi e al rispetto. In questo modo celebriamo la diversità delle nostre esperienze
collettive di cittadini del mondo.»

 

Il «Salon Suisse» consiste in una serie di dibattiti ed eventi:
Gli eventi si svolgono a Palazzo Trevisan degli Ulivi a Venezia durante l’apertura della mostra
e per tre fine settimana:
Salon Suisse Uno (evento inaugurale): Giovedì 11 maggio, alle 18.30;
Salon Suisse Due: Giovedì 31 agosto – sabato 2 settembre;
Salon Suisse Tre: Giovedì 19 ottobre-sabato 21 ottobre;
Salon Suisse Quattro: Giovedì 23 novembre-sabato 25 novembre.
Il programma dettagliato del «Salon Suisse», che aprirà i battenti sempre alle 18.30, sarà
pubblicato su: www.biennials.ch.
In collaborazione con: RAW Material Company, Dakar.

Quale partner del «Salon Suisse», la società LAUFEN Bathrooms AG patrocina le manifestazioni
a Palazzo Trevisan nell’intento di partecipare e contribuire al dialogo internazionale
nell’ambito dell’arte e dell’architettura.
Informazioni per i giornalisti

Koyo Kouoh
Koyo Kouoh è la fondatrice e direttrice artistica della RAW Material Company, centro per
l’arte, il sapere e la società di Dakar (Senegal), nonché la curatrice della 1:54 Contemporary
African Art Fair di Londra e New York. Nominata di recente direttrice artistica della
Fábrica de Sabão, una piattaforma per l’arte e l’innovazione a Luanda (Angola), con la sua
attività teorica, espositiva e produttiva ha contribuito al cambiamento di paradigma nelle
prospettive curatoriali globali degli ultimi anni. È stata la curatrice di «Still (the) Barbarians»,
la 37. edizione della EVA International, Ireland’s Biennial di Limerick (2016) ed è la
promotrice della RAW Académie, un programma internazionale di studi per la ricerca artistica
e curatoriale a Dakar. Koyo Kouoh vive e lavora a Dakar, Luanda e Basilea.

Samuel Leuenberger
Samuel Leuenberger, nato a Basilea, è un curatore indipendente. È il fondatore e direttore
di SALTS, uno spazio espositivo a Birsfelden (Svizzera) volto a promuovere artisti
emergenti svizzeri e internazionali. Dal 1998, ha collaborato con numerose gallerie, istituzioni
e organizzazioni no-profit, tra cui la Stephen Friedman Gallery e la Kunsthalle di
Zurigo. Nel 2013 è stato co-curatore della presentazione di Pro Helvetia per la «Collection
Cahiers d’Artistes» e nel 2014 curatore associato di «14 Rooms» , un progetto collaborativo
tra la Fondation Beyeler, il Teatro di Basilea e Art Basel. Nel 2016 è stato nominato
curatore dell’Art Basel Parcours e membro della commissione del Kunstkredit di Basilea
Città.

Lívia Páldi
Nata a Budapest, Lívia Páldi è curatrice per le arti visive al «Project Arts Centre» di
Dublino. In precedenza direttrice del «BAC – Baltic Art Center» di Visby (2012-2015) e
capo curatrice della Műcsarnok Kunsthalle di Budapest (2007-2011), ha organizzato conferenze,
dibattiti, workshop e numerose esposizioni e curato la pubblicazione di diversi
libri e cataloghi di mostre. Inoltre è stata agente della dOCUMENTA (13). Membro del comitato
curatoriale della OFF-Biennale Budapest nel 2016, vive e lavora a Dublino.

Rasha Salti
Rasha Salti, curatrice nel campo del cinema indipendente e delle arti visive e scrittrice,
vive e lavora tra Beirut e Berlino. È stata co-curatrice di diversi programmi cinematografici,
tra cui «The Road to Damascus» (2006-08) e, più recentemente, «Mapping Subjectivity:
Experimentation in Arab Cinema from the 1960s until Now » (2010–12) al MoMA di
New York; inoltre si è occupata della programmazione di diversi festival, tra cui il Toronto
International Film Festival (2011-15). È stata co-curatrice della 10. edizione della Sharjah

Biennial (2015) e di «Past Disquiet: Narratives and Ghosts from the Exhibition of International
Art for Palestine» (Beirut, 1978) al Museo d’arte contemporanea di Barcellona e
all’Haus der Kulturen der Welt di Berlino (2016). In veste di scrittrice ha pubblicato articoli
e saggi su Afterall, The Jerusalem Quarterly Report, Naqd, MERIP, The London Review of
Books e Third Text.

farid rakun
Di formazione architetto, farid rakun lavora attualmente come ricercatore e coordinatore
didattico di «ruangrupa», un’organizzazione artistica no-profit fondata nel 2000 che si
occupa di temi urbani e culturali inerenti all’Indonesia odierna. Di recente è stato nominato
managing director della Jakarta Biennale.

Palazzo Trevisan degli Ulivi a Venezia
Palazzo Trevisan degli Ulivi si trova nel cuore del centro storico di Venezia (Dorsoduro
810). La Confederazione Svizzera è proprietaria del secondo piano, dove si trovano gli uffici
del Consolato Svizzero.
Inaugurato da Pro Helvetia nel 2012, il «Salon Suisse» occupa la sala principale del
Palazzo, a due passi da Campo S. Agnese e dalle fermate del vaporetto Zattere e Accademia.

Informazioni ai media
Svizzera: Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, Comunicazione
Marlène Mauris | Comunicazione Pro Helvetia | T +41 44 267 71 36 |
mmauris@prohelvetia.ch
International: Pickles PR
Caroline Widmer | Pickles PR | M +44 (0) 790 884 8075 | caroline@picklespr.com


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